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Homo stupidus stupidus

ANDREOLI VITTORINO

Bur

Èpossibile scongiurare l’agonia in cui sta scivolando la nostra civiltà? Che ne è dell’uomo quando delega le sue funzioni ad appendici digitali, innescando una regressione che cancella ogni traccia del salto evolutivo per cui è stato definito sapiens sapiens, diventando stupidus stupidus? È questo infatti, secondo Vittorino Andreoli, il tratto che oggi definisce la nostra comunità, l’abbandono alla nostra parte pulsionale, che rischia di condurre a un’inarrestabile morte della civiltà. Attraverso tre comportamenti sintomatici – la distruttività, la caduta dei principi alla base del vivere sociale e l’uomo senza misura – lo psichiatra focalizza la sua analisi, arrivando a pensare di escludere ormai l’uomo dall’ambito della sapienza. Tuttavia non è con approccio apocalittico che Andreoli conduce la propria argomentazione, ma con l’idea di trovare come invertire la rotta in questa società: riaffermando quei princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.

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